I VOLTI DELLA MENZOGNA

28/02/2012 at 16:43 Lascia un commento

“I volti della menzogna” è il titolo di un interessantissimo libro pubblicato da Paul Ekman. L’autore è uno psicologo e antropologo americano che ha effettuato studi pioneristici sulle emozioni e le relative espressioni facciali. I risultati delle sue pubblicazioni hanno contribuito in maniera netta alla possibilità di considerare una programmazione genetica, universale dell’espressività emozionale.

 Ekman si recò in Brasile, Cile, Argentina, Giappone, verificando come i soggetti comprendessero e usassero la stessa tipologia di espressioni facciali dei nordamericani. Per estendere i suoi risultati al di fuori di società e culture moderne, intraprese un ulteriore studio, condotto nella tribù dei Fore in Papua Nuova Guinea (1967). La scelta di questo campione fu motivata dal fatto che i membri della tribù appartenevano ad una cultura isolata e totalmente diversa dal resto del mondo: si intendeva, dunque, dimostrare l’esistenza di alcune emozioni di base che fossero condivise in maniera universale. Egli sottopose ad alcuni individui delle fotografie che ritraevano diverse espressioni emozionali di persone provenienti da culture diverse, con cui i Fore non erano mai entrati in contatto. Essi riuscirono ad identificare in maniera affidabile le emozioni-stimolo presentate. Da questo studio, egli concluse che le espressioni associate ad alcune emozioni fossero biologicamente connotate e, dunque, universali. L’autore descrisse, così, sette emozioni di base: rabbia, disgusto, paura, felicità, tristezza, sorpresa, disprezzo. I suoi studi proseguirono fino alla scoperta delle microespressioni: tutti gli individui manifestano indistintamente questi tratti espressivi nel momento in cui un emozione attiva i circuiti neuronali. Sono movimenti inconsapevoli, espressioni facciali “abbozzate”, che durano qualche frazione di secondo e possono essere rilevate prima di essere trasformate, a causa degli influssi culturali: ad esempio, si potrà mascherare un disgusto, censurare un’ espressione di rabbia con un viso impassibile, rovesciare un espressione di tristezza in sorriso a seconda delle circostanze. L’arousal emozionale di base, tuttavia, potrà essere rilevato tramite una videoregistrazione o una attenta osservazione.

 L’interesse di Paul Ekman, in seguito a questa scoperta, si allargò al campo delle menzogne e del loro svelamento. Egli ritenne possibile, dunque, attraverso un’attenta osservazione del comportamento altrui, scoprire quando una persona dicesse la verità o mentisse. L’autore in questo libro descrive minuziosamente, avvalendosi dell’aiuto di immagini, il movimento che sopracciglia, fronte, labbra, occhi, compiono nella composizione di una delle sette emozioni di base, comuni univesalmente. Non vengono però trascurati anche gli altri movimenti del corpo, come il movimento di mani, piedi, il torace (che dà indizi importanti sulla respirazione), persino la temperatura corporea. Secondo lo studioso americano, quindi, se una persona comune fa “buon viso a cattivo gioco”, ad esempio dimostrando indifferenza verso una notizia che in realtà gli fa rabbia, è possibile notare questa “maschera” osservando attentamente. L’idea suggestiva è che un’analisi di questo tipo assume quasi i connotati di una “lettura del pensiero”: per sapere cosa passa per la mente di una persona potrebbe bastare, ad esempio, l’osservazione di quanto l’iride accresca le sue dimensioni.

Una certa dose di allenamento è necessaria: Ekman ha messo a punto una serie di software (FACS, SETT, reperibili online) che permettono un training adeguato.

Per saperne di più consiglio la lettura di “I volti della menzogna. Gli indizi dell’inganno nei rapporti interpersonali” (2011) eGiù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso” (2007). Esiste anche una serie tv americana, che si intitola Lie To Me, girata proprio sotto la supervisione di Ekman, che dà un’idea, seppur a volte troppo televisiva, del metodo utilizzato dall’autore.

Stefano D’Alessio

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