IL LAVORO NEL SERT

29/02/2012 at 18:59 Lascia un commento

Il lavoro nel Ser.T. (Servizio Tossicodipendenze) è normalmente caratterizzato da una serie di difficoltà per l’operatore che ne rendono particolarmente complesso l’intervento, in particolare in ordine alla:

• cronicità;

• frequenza delle recidive;

• concomitanza di altre patologie;

• scarsità delle risorse personali e ambientali;

• discontinuità.

In più, i Servizi, con il passare degli anni hanno visto la loro popolazione aumentare, invecchiare e differenziarsi in maniera sempre più estesa, con l’affacciarsi sulla scena del Servizio di problematiche in precedenza marginali o sconosciute, come la sieropositività per HIV, l’immigrazione, l’insistenza di diagnosi per patologia psichiatrica o anche, come è probabile che accada, la concomitanza e la sovrapposizione sincronica di questi quadri nosografici che definiscono una condizione che va ben oltre la classica categoria di doppia diagnosi (comorbilità).

Questo lavoro prende spunto dall’intento di descrivere le modalità minimali di approccio al soggetto multiproblematico così come esse sono andate configurandosi nella pratica quotidiana di un Servizio per le Tossicodipendenze della ASL NA/1 collocato nella periferia nord della città con particolare riferimento agli aspetti psicologici e relazionali intervenuti nella gestione del caso. In questa sede il soggetto multiproblematico viene inteso come persona che presenta oltre alla diagnosi di tossicodipendenza da una o più sostanze psicotrope, anche una diagnosi di infezione da HIV e/o una diagnosi per disturbo psichiatrico e/o una condizione di marginalità sociale caratterizzata da una scarsità o assenza di risorse personali e ambientali cui riferirsi (per usare le parole di uno degli autori, ci avventuriamo oltre la doppia diagnosi nel terreno della tripla diagnosi, e oltre…) tali da includerlo in una condizione definibile di nuova povertà (la condizione di nuova povertà in una società dominata dall’eccesso di beni e risorse in apparenza facilmente disponibili, è definita fondamentalmente dalla condizione di esclusione dalla possibilità di accesso ai servizi di assistenza sociali e sanitari).

Tale condizione di marginalità è probabilmente l’aspetto più difficile da definire entro determinate categorie assimilabili ad un pattern diagnostico: in effetti determinate condizioni sociosanitarie di per sé possono non necessariamente determinare una condizione di marginalità ma le stesse condizioni all’interno di un contesto caratterizzato dalla scarsità di risorse personali ed ambientali, rappresentano dei fattori di oggettivo aggravamento della condizione di marginalità e di degrado della persona.

Lo studio cui si fa riferimento  è stato condotto, oltre dall’autrice di quest’articolo, da Ludovico Verde, Ersilia Moccia, Miriana Riccio, Marina Siconolfi, Fabrizio Starace. L’articolo si intitola  “Oltre la doppia diagnosi: la gestione del paziente multiproblematico nel Servizio per le Tossicodipendenze. Case management e lavoro di rete in un caso clinico”.E’ possibile trovare i dettagli della ricerca a pagina 18 della rivista Mission, attraverso questo link: http://pdfcast.org/pdf/il-lavoro-nel-sert-1

Viviana Ruggiero

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