LA CONSULENZA PSICOLOGICA ON-LINE

16/06/2012 at 15:42 Lascia un commento

 

Il materiale su cui si è basato questo articolo proviene da un recente convegno tenutosi a Napoli, il 14 e 15 Giugno 2012, dal titolo “Il Colloquio Clinico”. La dott.ssa Antonella Bozzaotra, Vicepresidente dell’ Ordine degli Psicologi della Campania, insieme al dott. Stefano Manzo, esperto dell’argomento, nonché Presidente del centro di Ricerca ANIMA, hanno delineato i principi generali di questo delicato approccio.

La tecnica della consulenza psicologica online è ancora ben lontana da una precisa definizione, come testimoniato dai numerosi sinonimi cui ci si riferisce (cybertherapy, e-therapy, therapy online, Internet-based treatment, e-counselling, internet-based intervention, writing intervention, Internet counseling, teletherapy, Internet Therapy).

Una possibile definizione è quella indicata da Mallen, Vogen et Al (2005): “qualsiasi erogazione di servizio per la salute mentale e comportamentale, includendo -ma non limitandosi alla psicoterapia- la consultazione e la psicoeducazione, da un professionista autorizzato attraverso un setting non face-to-face, cioè attraverso tecnologie a distanza quali il telefono, la mail, la chat e la videoconferenza”.

Queste ultime tecnologie citate delineano due tipi di comunicazione: una comunicazione sincrona (es. chat, teleconferenze) che permette di superare le barriere dello spazio; una comunicazione asincrona (es. mail) che consente di ovviare anche a questioni temporali. I sostenitori di tale approccio sostengono che queste caratteristiche sono fondamentali per raggiungere un tipo di utenza particolare, come persone affette da disabilità grave, popolazioni rurali, individui che desiderano mantenere un particolare anonimato o che stigmatizzano negativamente le psicoterapie tradizionali.

Gli scettici, però, oppongono tutta una serie di ragioni che renderebbero questa tecnica inefficace dal punto di vista terapeutico. Per instaurare una idonea relazione clinica, c’è bisogno di prossimità fisica, comunicazione sincrona, identità ben delineate (del paziente e del terapeuta), co-presenza, contatto fisico e psicologico. Questi “dogmi” possono essere effettivamente considerati imprescindibili per promuovere un cambiamento terapeutico?

Eysenck, provocatoriamente, aveva affermato che gli effetti della psicoterapia sono in realtà dovuti al semplice trascorrere del tempo. Da questa asserzione si originarono tutta una serie di studi di ricerca in psicoterapia, che hanno interessato, più di recente, anche la consulenza psicologica on-line. Se gli effetti del tempo non possono essere negati, è pur vero che si presenta una netta differenza tra i gruppi sperimentali e i gruppi di controllo (trattati con metodi placebo). Mallen et al. (2010) hanno dimostrato che il condurre una consulenza psicologica on-line consente l’instaurarsi di una buona alleanza terapeutica, di empatia e di holding. Klein e Richards (2010) hanno evidenziato come questa metodologia fosse efficace nel trattare pazienti affetti da sintomi di panico.

Per riassumere, i vantaggi dell’ e-counseling sono privacy, economicità, maggiore disinibizione nel trattare certi argomenti, facile accessibilità, deterritorializzazione del paziente (che può essere così seguito anche in caso di spostamenti, come cambi di residenza ecc.), svincolo spaziale. Di contro, si riscontrano una inevitabile perdita di indizi non verbali e paraverbali (meno netta con la metodologia della videochat), una non sincronicità della comunicazione (come nel caso della mail), un possibile deficit delle competenze tecnologiche da parte della coppia terapeutica, una non efficacia di trattamento verso patologie più gravi (che comprendono, ad esempio, tentativi di suicidio), una minore definizione delle identità degli attori della relazione, un minor contatto psicologico.

Quello che risulta fondamentale è il progettare interventi appropriati per ciascuna modalità comunicativa. Il rigore e la tutela dell’utente sono alla base, così come ogni altro setting. In questo modo, l’e-counseling può divenire uno strumento fondamentale in determinati contesti.

Stefano D’Alessio

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